A Trieste la vela è un affare serio. Un’attività che accompagna l’intera vita: da piccoli o giovani come sport, per qualche fortunato adulto come professione, fino ad arrivare alla passione da portare avanti finché i capelli diventano grigi e oltre.
Quando si comincia? Per tanti i primi ricordi sono legati alla famiglia, a una domenica in Golfo, alle crociere in Dalmazia, alla prima regata che può essere l’immancabile Barcolana, la goliardica Marinaresca di fine agosto con partenza legati alla banchina di Piazza Unità o al week-end di giugno della Muggia-Portorose-Muggia. Prima dei dieci anni è quasi obbligatorio il passaggio alla scuola vela estiva dove si comincia a prendere dimestichezza con l’Optimist, la prima deriva per eccellenza.
Alla scuola vela possono accedere tutti dai sette anni in su, non c’è alcun bisogno di esperienza pregressa e l’unico requisito è il fatto di saper nuotare. Tutte le società nautiche che costeggiano il Golfo da Muggia a Monfalcone offrono corsi da giugno ad agosto di durata variabile da una a due settimane. Sono gli stessi club a mettere a disposizione l’attrezzatura e i ragazzi cominciano a prendere dimestichezza con oggetti e un vocabolario molto specifico. Dal mattino al tardo pomeriggio i genitori lasciano i figli fare le loro esperienze per domare il vento, per superare la noia della pachea o per aiutarsi tutti insieme ad armare e disarmare le barche. La scelta del circolo velico per fare la scuola è determinata da tanti fattori che spaziano dai legami familiari (e se i nonni o i genitori appartengono a club diversi sono dolori…), dal fatto di essere compagni tra i banchi durante l’inverno e si abbia voglia di diventare equipaggio in estate oppure servizi offerti dalla società, ubicazione, moda, blasone.


Tra le sette ragazze chiamate per la Puig Women’s America’s Cup a Barcellona, ben tre arrivano da Trieste.

Ma questo è solo l’entry level. Il passo successivo è l’ingresso nella squadra agonistica. Sta qui il vero vivaio di campioni, perché se da Trieste arrivano alcuni dei velisti attualmente più quotati del panorama internazionale molto è dovuto all’ampia platea che accede a questo sport e alla bravura degli allenatori. Lo sloveno Dragan Gasic in forze da qualche decennio alla Barcola Grignano è un coach riconosciuto a livello internazionale che ha saputo allevare generazioni di giovanissimi fino ad arrivare a Lisa Vucetti, campionessa mondiale, e Mattia Di Martino, vincitore del titolo italiano Optimist nel 2023.
I vari Benussi, Bressani, Paoletti, Pelaschier, Vascotto – in rigoroso ordine alfabetico –, affiancati oggi da giovani talenti che si stanno facendo largo nel mondo della vela d’altura, sono quindi la punta di diamante di un diffuso movimento che a Trieste è capace di sfornare fior fiore di professionisti.
Lo squadrone giuliano presente nel Luna Rossa Prada Pirelli Team che parteciperà alla prossima America’s Cup conta una decina di nomi impegnati nei ruoli più disparati. Andrea Tesei e Nicholas Brezzi Villi fanno parte del sailing team, ma alle loro spalle ci sono progettisti, rigger, addetti alla logistica che rendono possibile il funzionamento di una macchina decisamente complessa nella quale per la prima volta hanno una parte da protagoniste anche le donne.
La 37a edizione della Coppa America vedrà infatti sfidarsi per la prima volta equipaggi interamente femminili che saliranno a bordo dei performanti AC40, barche super tecnologiche che riescono a volare sull’acqua. E tra le sette ragazze chiamate dal team per affrontare la vibrante esperienza dalla Puig Women’s America’s Cup di questo autunno a Barcellona ben tre arrivano da Trieste.
Maria Vittoria Marchesini e Alice Linussi seguono tutte le classiche tappe della carriera velica –dall’Optimist alle derive, dove vincono titoli nazionali, europei e mondiali– fino ad arrivare a confrontarsi con il mondo dei wingfoil e dell’altura.

La storia più emblematica è tuttavia quella di Giovanna Micol, due volte olimpionica a Pechino e Londra, un palmares invidiabile di medaglie, concluse le campagne a cinque cerchi ha iniziato a dividersi tra la vela, la professione di architetto e quella di mamma. Una vicenda quella di Giovanna che ben rappresenta la fortissima passione per il mare dei triestini e la storica volitività delle donne di questo angolo di Adriatico che hanno sempre voluto e saputo conciliare sport, lavoro e famiglia.
A Barcellona però le locals non saranno sole, ma avranno come avversaria un’amica di vecchia data come Francesca Clapcich, reclutata dal team statunitense di American Magic. Francesca è attualmente una delle veliste più complete del panorama internazionale, anche lei vanta due edizioni dei Giochi e brilla nel suo curriculum il fatto di essere la prima italiana a vincere nel 2023 la The Ocean Race, regata a tappe intorno al mondo.
Qualche anno fa Clapcich ha deciso di trasferirsi negli Stati Uniti mettendo su famiglia e dedicandosi anima e corpo ai temi dell’ecologia e dei diritti, oltre alla sua crescita personale come atleta. Il 11th Hour Racing Team di cui fa parte ha infatti una fortissima attenzione all’ambiente e le ha permesso di intraprendere una lunga strada di avvicinamento al suo obiettivo principale: la partecipazione nel 2028 al Vendée Globe, regata in solitario senza scalo che circumnaviga il mondo, soprannominata “l’Everest dei mari”. Il 2024 è anche l’anno delle Olimpiadi e a luglio a Marsiglia (sede della vela per Parigi 2024) sarà Jana Germani a tenere alta la tradizione dei triestini presenti ai Giochi. A bordo della deriva acrobatica 49erFX Jana vuole continuare sull’onda dei successi degli ultimi anni che l’hanno vista conquistare l’argento agli Europei e il bronzo ai Mondiali.