MAGAZINE


IES 33

Summer 2026

Quanto meno i lettori più fedeli di IES, quindi non il turista o l’ospite occasionale, sanno bene quanto a questo magazine piaccia giocare con le parole ed i suoi molteplici significati. Aver scelto quindi PELLE come fil rouge di questo numero estivo ci è parso come l’ideale filo conduttore nel percorso stagionale che vi invitiamo a percorrere.
Perché i primi a cambiare pelle sono proprio gli abitanti di questa città, che ben prima dell’arrivo dell’estate vedono la loro pigmentazione colorarsi con tutte le sfumature che possono variare dal rosso fuoco di una troppo frettolosa abbronzatura ai più morbidi toni dell’ambra, sino al marrone scuro che ci porta a tinte di altri continenti. Consci di non abitare in una città di mare, ma semplicemente di vivere in una città che si affaccia sul mare, i triestini sin dai primi tepori primaverili sfogano infatti la loro voglia di sole e salsedine lungo i pochi chilometri della strada costiera, che porta al centro città.
E vi suggeriamo di vivere questa esperienza, seguendo i ritmi e le manie di quella popolazione indigena che ne tramanda le usanze ormai da generazioni.

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IES 32

Spring 2026

C’è anche un’altra Trieste, oltre a quella che già tanti conoscono, vale a dire la Trieste che custodisce e protegge il suo trascorso imperiale, la storia di un luminoso passato che le ha lasciato in eredità una società multietnica, cresciuta su un piedistallo culturale di grande spessore. Non c’è insomma solo la Trieste delle tante religioni, dei molti teatri e dei suoi caffè storici. C’è anche una Trieste trendy, capace di ispirare mode e stili che guardano avanti, strizzando l’occhio al futuro senza per questo dimenticare un importante passato. Il numero primaverile, che abbraccia la stagione del risveglio e della speranza, vuole farvi scoprire le nuove insospettabili tendenze di una città che rifiuta o quanto meno ridimensiona l’etichetta di ‘anziana’, dando credito e spazio alla nuova linfa di una ‘gioventù’ capace di innovare e proporre anche un diverso stile di vita.
Sfogliando queste pagine lo troverete ovviamente nella moda, nell’arte, nella cucina, nelle proposte museali, nella stessa naturale bellezza di luoghi da scoprire e valorizzare. Vi spiegheremo cosa fa ‘tendenza’ oggi a Trieste attraverso il racconto dei protagonisti di un nuovo rinascimento che –ne siamo certi– meraviglierà anche molti residenti, ma finirà per sorprendere altrettanti visitatori. Molti dei quali, come poi vedrete, stanno cercando di abbandonare la visita ‘mordi e fuggi’ cercando di permettersi una sosta più lunga che gli aiuti a capire meglio il way of life di questa complessa città.

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IES 31

Winter 2025

È un amore di lunga data quello tra il cinema e questa città. Un legame che resta solido, indissolubile verrebbe da dire. Si è cementato negli anni ’50 e rafforzato alla vigilia del boom economico. Basti pensare che Trieste contava allora ben trentacinque sale cinematografiche che superavano la quarantina in estate, con le arene all’aperto disseminate tra centro città e periferia. Cinema di prima, seconda e terza visione a testimoniare la passione dei triestini per quelle pellicole che attraverso generi e qualità diverse tornavano a regalare, dopo le sofferenze della guerra, gioia e spensieratezza.
Ed il cinema questo amore cominciò a ripagarlo alla città, diventata ben presto intrigante location soprattutto per film d’azione e spionaggio. Il fascino misterioso della terra di confine regalava suggestioni uniche. “Attrazione fatale” per sceneggiatori e registi, proseguita e moltiplicatasi negli anni: due nomi su tutti, quelli di Giuseppe Tornatore e Gabriele Salvatores, rapiti dalla “luce” di Trieste, che non era solo quella banalmente romantica con il sole che precipita in mare al tramonto. Scelsero allora Trieste come set inimitabile per più di qualche produzione.

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IES 30

Autumn 2025

Se parlare di Risorgimento eno-gastronomico può sembrare forse esagerato, di certo non è sbagliato usare il termine “risveglio a tavola” per una Trieste che troppe volte si è lamentata di una cucina confinata alle mere tradizioni che le ricette del passato impero avevano lasciato come unica eredità culinaria. E se nei piatti di oggi assaggiamo finalmente delle novità che comunque strizzano l’occhio alla tradizione, lo dobbiamo ad un’infornata di talentuosi giovani che hanno deciso di scommettere su quei prodotti a KM zero (ma anche… vero) che rappresentano il valore aggiunto della cucina del “territorio”. Che è poi quella cercata da chi visita posti nuovi, alla ricerca di gusti e sapori diversi dal solito.
Lo confermano i protagonisti di questo rinascimento ai fornelli, chef stellati ma non solo, che raccontano in queste pagine la loro passione e la voglia di prenderci per la gola; lo sottolineano firme autorevoli, addetti ai lavori che ci raccontano di un “food” finalmente di qualità in una terra generosa nel regalarci la materia prima per cibo e vini di assoluto spessore.
Iniziatela allora a sfogliare questa nuova ed aggiornata guida culinaria di IES, per una rinnovata mappa del gusto nell’estremo nord est di un Paese felice di farsi contaminare, non solo dalle tradizioni. Vi suggeriamo il tavolo giusto dove sedersi, ma anche dove trovare il più originale dei souvenir, da gustare una volta tornati a casa.
Buona caccia, buon viaggio e… buon appetito!

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IES 29

Summer 2025

Non fatevi trarre in inganno, fate attenzione! Il “morbin”, assoluto protagonista di questo numero estivo di IES, non è un morbo, né tanto meno il diminutivo di una malattia. Al contrario. Può essere un toccasana, la giusta medicina nei momenti di tristezza, un anti depressivo di grande efficacia.
Ma lo trovate, non in vendita (è gratis al pari di questa rivista…), solo a Trieste. Ed un magazine che si propone di fare conoscere ai suoi lettori il lifestyle della città non poteva che proporlo nella stagione che più di ogni altra può far da cornice a
questa filosofia di vita. Subito una confessione: il gruppo di persone che lavora nella costruzione di IES mai come in quest’occasione si è divertito così tanto per spiegare al lettore cosa significhi “avere morbin”. Perché, alla fin fine, ridere su e di noi stessi, può risultare terapeutico, prima ancora che divertente. Ecco perché di una cosa siamo certi: questo numero 29 è forse la più preziosa delle guide per conoscere e soprattutto capire questa città. Non è solo un percorso attraverso luoghi e angoli suggestivi, è anche e soprattutto la scoperta del carattere di una comunità e di una filosofia di vita. Un “mantra” salvifico che assume i contorni di un indispensabile conforto: quanto bisogno di leggerezza c’è, di questi tempi?
E allora tuffatevi in queste pagine ricche di spiegazioni e suggerimenti, itinerari e percorsi.
A farvi da guida personaggi che hanno fatto del “morbin” se non la loro ragione di vita, un fedele compagno di viaggio, assolutamente contagioso per il prossimo, se è pronto ad unirsi nell’avventura di una vita finalmente più leggera. E vedrete che anche voi, turisti ma non solo, rischierete una bellissima fine: sepolti da una risata!

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IES 28

Spring 2025

Non fatevi trarre in inganno, fate attenzione! Il “morbin”, assoluto protagonista di questo numero estivo di IES, non è un morbo, né tanto meno il diminutivo di una malattia. Al contrario. Può essere un toccasana, la giusta medicina nei momenti di tristezza, un anti depressivo di grande efficacia. Ma lo trovate, non in vendita (è gratis al pari di questa rivista…), solo a Trieste. Ed un magazine che si propone di fare conoscere ai suoi lettori il lifestyle della città non poteva che proporlo nella stagione che più di ogni altra può far da cornice a questa filosofia di vita. Subito una confessione: il gruppo di persone che lavora nella costruzione di IES mai come in quest’occasione si è divertito così tanto per spiegare al lettore cosa significhi “avere morbin”. Perché, alla fin fine, ridere su e di noi stessi, può risultare terapeutico, prima ancora che divertente. Ecco perché di una cosa siamo certi: questo numero 29 è forse la più preziosa delle guide per conoscere e soprattutto capire questa città.
Non è solo un percorso attraverso luoghi e angoli suggestivi, è anche e soprattutto la scoperta del carattere di una comunità e di una filosofia di vita. Un “mantra” salvifico che assume i contorni di un indispensabile conforto: quanto bisogno di leggerezza c’è, di questi tempi? E allora tuffatevi in queste pagine ricche di spiegazioni e suggerimenti, itinerari e percorsi. A farvi da guida personaggi che hanno fatto del “morbin” se non la loro ragione di vita, un fedele compagno di viaggio, assolutamente contagioso
per il prossimo, se è pronto ad unirsi nell’avventura di una vita finalmente più leggera. E vedrete che anche voi, turisti ma non solo, rischierete una bellissima fine: sepolti da una risata!

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IES 27

Winter 2024

Il gruppo di lavoro che confeziona questo magazine lo aveva deciso da tempo: il numero che ci accompagnerà verso il nuovo anno dovrà essere “sbrilluccicante”, capace cioè di accendersi a tratti, all’improvviso, con rapidi guizzi di luce. Lo abbiamo trovato adeguato, consono a Raffaella Carrà, alla sua luce, al suo spirito ed anche ai suoi inconfondibili abiti di scena protagonisti di una mostra a Trieste –al Magazzino 26 del Porto Vecchio sino a febbraio– che porta la firma di IES magazine, Prandicom editore.
Con ogni probabilità Raffaella non conosceva bene la città, ma quel suo indimenticabile ed ancora attuale “…come è bello far l’amore da Trieste in giù…” resta la più potente ed ineguagliabile operazione di marketing mai fatta per questo territorio. Una scelta dettata dal caso e dalla musicalità di non nome che –dicono gli “storici” delle canzonette– vinse alla fine il ballottaggio con Bolzano. Trieste era più… sexy, come l’ombelico di Raffa mostrato scandalosamente in TV cinquant’anni fa, proprio grazie a quegli impensabili (per l’epoca) abiti di scena.
Ecco perché abbiamo scelto come madrina di un numero –una volta di più– votato al “femminile” una donna emiliana per raccontare Trieste, ma chiesto poi ad una triestina doc come Giovanna Botteri di spiegare cosa significhi essere una “mula” triestina. Perché abbiamo la presunzione di credere fermamente che la storia ed il percorso sociale della nostra città sia stato fortemente segnato dalla forza e dal ruolo che hanno avuto le donne negli ultimi due secoli di storia.
Lasciatevi guidare allora nelle tante storie di donne che le donne vi racconteranno per farvi conoscere meglio Trieste in questo numero di IES, che non potrà che essere… sbrilluccicante. E leggetelo anche come augurio per il 2025 che ci apprestiamo a vivere!

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IES 26

Autumn 2024

Dai graffiti della preistoria ai murales come forma di comunicazione visiva in un’era a noi più vicina, quella del disegno urbano che incuriosisce e attrae, al punto di diventare una forma d’arte che aiuta a capire e conoscere un luogo e anche la sua storia. Questo numero di IES ci prova: a raccontarvi Trieste, in parte il suo passato, ma soprattutto il suo presente, attraverso un viaggio che per una volta si lascia alle spalle gli iconici angoli del suo centro storico per concentrarsi su quelle periferie che proprio l’arte della pittura murale sta trasformando da luoghi di apparente degrado a scorci di nuova vita e ritrovato interesse. In questo originale ed ambizioso percorso ci sono venuti in aiuto i tanti “Banksy triestini” che da anni –in questo caso senza farne mistero– hanno colorato con ingegnosa fantasia ed innegabile gusto edifici, pareti, angoli nascosti di una città che ha tanto da raccontare; della sua non facile storia passata e oggi di un presente certamente meno doloroso. Spesso sostenuti anche finanziariamente dal “pubblico” ed a volte anche da privati, i murales come forma di arte urbana stanno coinvolgendo artisti che con la “street art” si sono guadagnati una riconosciuta fama, non solo a livello locale. Il progetto di questo originale itinerario turistico nasce da un’idea del nostro Nicolò Giraldi, figlia di un progetto avviato sulla testata on line Trieste Prima nei mesi passati e tradotto adesso su carta grazie anche alle fotografie di Giovanni Aiello. Buone visite, allora!

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IES 27

All seasons 2024

C’è un legame indissolubile tra Trieste, il suo territorio, l’Austria e la Germania. Affonda le sue radici in secoli di storia ed è stato capace di superare drammatici conflitti prima di accogliere narrazioni, ricordi e culture diverse in un felice periodo di pace e duratura collaborazione. Ad unire quello che per decenni è stato lo strategico sbocco sul mare di un impero con il cuore dell’Europa sono ormai da anni gli oltre 700 chilometri dell’oleodotto SIOT TAL, un operatore che festeggia oggi i suoi primi sessant’anni di vita. E se è vero che un territorio si racconta anche attraverso il suo sviluppo industriale, una pubblicazione come IES –nata per far conoscere ed accogliere– non poteva non festeggiare questa ricorrenza se non ripercorrendo la strada sotterranea tracciata negli anni da questo oleodotto. Ma se il greggio viaggia nel sottosuolo, scavalcando passi alpini, attraversando valli e verdi pianure cultura e conoscenza si muoveranno sulle pagine a volo d’uccello, per farvi conoscere le bellezze di questi luoghi, che negli anni anche un’opera di grande impatto come un oleodotto ha cercato di tenere incontaminati.


IES 25

Summer 2024

“Mi faccio la barca” è il titolo di un vecchio film italiano degli anni ’80, diventato nel tempo qualcosa di più che un modo di dire. E c’è poi un posto dove per molti “farsi la barca” non è né moda né status symbol, non è ostentazione e nemmeno hobby. È quasi una fisiologica necessità che va oltre la passione. È voler vivere il mare, sfiorandolo, bagnandosi, fiutandone gli odori e la salsedine. C’è un posto dove per toccare il mare che entra nella città e nel cuore di chi la abita, non basta un tuffo o qualche bracciata. Per condividerlo e conoscerlo meglio devi starci dentro, accarezzandolo e dondolando sulla sua superficie in una complicità che si trasforma col tempo prima in amore e poi in passione. C’è un posto dove per chi abita nel centro città basta solo attraversare la strada per salire a bordo della tua barca. La controlla, la sistema, la ripulisce: è un gesto d’amore, una coccola per farle capire quanto è importante per la tua vita. Ecco perché in questo posto, in questo golfo, nell’ultimo lembo di un mare che finisce proprio qui, fai fatica a contare i circoli nautici, gli yacht club, le società sportive, le canottiere, che sulla linea di costa e senza soluzione di continuità danno rifugio ad imbarcazioni di ogni tipo e grandezza. Questo posto è Trieste e solo qui puoi pensare di mettere sulla linea di partenza duemila scafi così diversi tra loro. “La Barcolana può esistere solo a Trieste” raccontava il suo padre più rappresentativo, Fulvio Molinari. Perché in questa città “farsi la barca” è semplicemente un grande atto d’amore. Che il mare ricambia!

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IES 24

Spring 2024

Anche se le stagioni rimbalzano senza regole in un calendario impazzito per i cambiamenti climatici in atto, questo numero di IES si aggrappa alla tradizione e si illude pensando che veramente marzo ed aprile siano i mesi della ritrovata primavera e dedica perciò al verde e agli altri colori di questa stagione la sua storia di copertina.
Perché anche questa città, stretta tra il mare del suo golfo e le ruvide colline del suo Carso, sa regalare angoli di pace e inaspettati profumi, con orti, parchi e giardini capaci di difendere i loro antichi spazi dall’aggressione del cemento urbano. Perché anche il turista nel suo soggiorno più o meno breve, alla fine ricerca –nella stagione del ritorno all’aria aperta– una passeggiata “green”, declinata all’insegna di quel futuro sano, pulito e sostenibile che almeno a parole tutti noi vogliamo inseguire.

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IES 23

Winter 2023

È stata una hit degli anni ’70, ma la canzone che lanciò l’interminabile carriera di Claudio Baglioni la cantano ancor oggi teenager nati molti, ma molti anni dopo. E cinquant’anni più tardi IES potrebbe allora sceglierla come colonna sonora di questo numero, che si gioca sul “piccolo” e “grande” di Trieste. Una città che alla fin fine non è però né piccola né grande, anche se ha accarezzato l’idea di essere una quasi capitale nel diciannovesimo secolo, quando era l’unico importante sbocco al mare del regno Austro-Ungarico. Ma si è poi adattata alle sue reali dimensioni, esaltando però le tante piccole cose di cui è oggi giustamente orgogliosa.
Ecco allora che i grandi ed austeri palazzi del centro storico, così simili a quelli che puoi ammirare in importanti capitali come Vienna, Budapest o Praga paiono stretti, quasi soffocati nel cuore di una città che visiti comodamente a piedi con una passeggiata di un paio d’ore. Edifici che trovano uno spazio d’ampio respiro solo quando si affacciano sul mare che li lambisce, lungo un fronte d’acqua che è la vera fotografia (una volta le chiamavamo… cartoline) che il visitatore si porterà poi con sé.

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IES 22

Autumn 2023

Perché –diciamoci la verità– vanno bene il panorama e le bellezze architettoniche, certamente non da meno sono la storia e le opere d’arte, così come un certo peso hanno il clima e l’empatia degli abitanti…, ma il più delle volte, una volta tornati a casa, cosa si finisce per ricordare di un luogo che hai visitato, magari per la prima volta? Alzi la mano chi non pensa come e cosa lì hai mangiato: in quella città, in quel Paese, magari anche in quel piccolo villaggio.
La cucina del posto che visiti resta e resterà elemento caratterizzante della vostra “scoperta”, ricordo indelebile di un viaggio, esperienza da riassaporare, magari portandosi a casa quel particolare e insostituibile “souvenir”, da gustare poi a chilometri di distanza. Quel dolce tipico, quel vino dal nome impronunciabile, quel salume o quel formaggio che non avevi mai sentito nominare. Vale da sempre, dal tempo degli esploratori che andavano per mare alla scoperta di mondi sconosciuti tornando poi a casa con cibi e spezie che nel tempo avrebbero trovato spazio nelle nostre mense.
Ecco perché IES, in questo numero autunnale rimette al centro del suo racconto i piaceri della tavola, una volta di più accorciando ancora la filiera dei prodotti locali, per raccontarvi le delizie e le particolarità di un territorio capace di offrire in pochi chilometri quadrati insospettate delizie di grande qualità.


IES 22

Supplemento

UN ATTO D’AMORE

È Trieste che si è innamorata della pallacanestro o è stato questo gioco a strizzare l’occhio alla città? Forse è un quesito di poca importanza. Sta di fatto che tra un pallone da basket e la nostra gente molto tempo fa è scoccata una scintilla, diventata poi attrazione, passione, infine amore.

Nonostante il calcio con le sue leggende in maglia alabardata, nonostante la calamita di un mare che attrae migliaia di cittadini-naviganti, nonostante la viscerale passione per tutto quanto è corsa, movimento, sudore, aria aperta che negli anni ha fatto diventare Trieste la “città più sportiva d’Italia”, nonostante tutto ciò, in fondo al cuore di molti c’è la pallacanestro.

E IES, magazine di accoglienza turistica, una volta di più è pronto a vestire i panni del cicerone, per fare da guida tra i segreti e le bellezze di Trieste e del suo amore per il basket.


IES 21

Summer 2023

Cosa significa essere una città di mare? Non certo (e non solo) affacciarsi su un golfo, circondati da spiagge ed arenili affollati di bagnanti sotto l’ombrellone. Partiamo allora proprio da qui, da quello che Trieste non è: tutto questo. Eppure è una città di mare. Perché il mare lo vede, lo respira, soltanto se vuole lo tocca. Perché il mare ce l’ha dentro.
L’estate di IES vuole suggerirvi allora come vivere il nostro mare alla “triestina”. Potrà esserci il piacere (ma non l’obbligo) di un tuffo in quell’enorme piscina senza onde che è questo estremo nord di Adriatico; ma ci sarà anche la sensazione di vivere il mare solo osservandolo, annusandolo, sfiorandolo o ammirandolo da un bastione carsico a picco sull’azzurro di un’acqua capace di agitarsi solo nelle giornate di bora.


IES 20

Spring 2023

IES entra nel suo sesto anno di vita –primavera 2018/2023– con un numero venti da festeggiare. Passano in fretta gli anni, vero? E se vogliamo continuare con il festival dei luoghi comuni potremo aggiungere che con gli anni, passano e cambiano anche le “mode”. Eppure, la città che questo magazine racconta, sulla moda vuol fare un’eccezione: perché Trieste si vanta di essere… sempre più di moda. Questo “claim” scelto da IES per il 2023 non è però una nostra trovata. Ci è stato suggerito da chi di turismo vive, lo studia, lo analizza e cerca di interpretarlo: gli operatori del settore. Ai quali crediamo.

Scarica la mappa con le city tips!

IES 19

Winter 2022

Rivolto ai cittadini residenti e a quelli… temporanei: provate un po’ ad orecchiare i discorsi della gente passeggiando per le vie di Trieste. Vi accorgerete che una buona metà di chi incrocerete non parla in italiano: mentre l’altra metà si dividerà tra la lingua di Dante e il dialetto di casa. No, non è solo la bella e pacifica invasione di turisti (molti dei quali stranieri) a causare tutto ciò. È piuttosto la natura e la storia di una città emporio cresciuta nei secoli come porto di mare nel vero senso del suo significato. Crocevia di traffici, merci e scambi, ma soprattutto culture. Trieste non ha una sua lingua, al singolare: ne ha tante e diverse, ognuna con una sua storia alle spalle.
IES in questo suo diciannovesimo capitolo cercherà di raccontarvele o quanto meno spiegarvi perché il plurilinguismo di questa città è la chiave per capirla e conoscerla meglio. Attraverso la sua storia, a volte dolorosa, ma sempre ricca di fascino, nelle contraddizioni e nelle diversità che mai come nei giorni che stiamo vivendo tornano di straordinaria attualità.
Le lingue e le tante parole di Trieste, che ritroviamo nel lavoro di scrittori e poeti, di attori e comunicatori, di commercianti e navigatori, rappresentano l’anima e lo spirito della città più internazionale e al tempo stesso “italiana” della nostra penisola.


IES 18

Autumn 2022

Con il naso all’insù, una volta con macchina fotografica al collo, oggi con gli smartphone ad immortalare decine di scorci digitali a getto continuo. Lo stereotipo del turista sembra questo, anche se spesso le tracce dei posti che visitiamo nascondono le loro storie segrete quando riesci a scoprirle guardando in basso e non in alto.
Le luci blu che illuminano la sera la piazza simbolo di Trieste, ad esempio, cosa rappresentano? IES vi svelerà questo ed altri segreti, invitandovi a scoprire la città ed i suoi dintorni da tutta un’altra e nuova angolazione. E vedrete che… “sottosotto” vi piacerà ancor di più.
Cosa può esserci infatti di più affascinante e suggestivo nel rileggere la storia di un luogo, se non scoprendolo dalle trasformazioni che nei secoli lo hanno modellato sino a consegnarcelo come lo vediamo adesso? Dai fori imperiali di Roma agli scavi pompeiani, milioni di visitatori si sono innamorati del Bel Paese ripercorrendone la sua storia. E nel suo piccolo, la Tergeste romana, borgo di pescatori prima ancora che porto di grandi traffici, nasconde più di qualche segreto che va svelato. Aggiungendoci poi, come raccontiamo in questo numero, la peculiarità “carsica” di un territorio che poggia sul sotterraneo, facendo riemergere ancor oggi meraviglie nascoste da secoli.


IES 17

Summer 2022

Da decenni ormai, convivono nella stessa città guardandosi a distanza: da una parte riservati, dall’altra rispettosi e forse un po’ intimoriti da un inevitabile senso di inferiorità. Parliamo degli uomini di scienza e degli abitanti di Trieste. Perché se è vero che questa città, vantando la più alta percentuale di scienziati in proporzione al numero di abitanti, può legittimamente definirsi “città della scienza” è altrettanto vero che comunità di ricercatori e popolazione triestina continuano a mantenere una distanza, mai sfociata in abbraccio.
Ciò non significa che gli abitanti non vivano con malcelato orgoglio questa peculiarità della loro Trieste: semplicemente, riservatezza e rispetto rappresentano le due facce di una convivenza difficile da cambiare. È così dagli anni ’60, quando proprio alle spalle del castello di Miramare prendeva forma quel Centro di Fisica Teorica poi intitolato all’artefice della sua creazione, il Premio Nobel pakistano Abdus Salam. È così, da quando tutto è iniziato. O se preferite, continuato. Come potrete capire sfogliando il nostro magazine che vi racconterà anche il percorso storico, lungo ben più di un secolo, della ricerca scientifica in città.


IES 16

March 2022

Il più autorevole quotidiano economico nazionale–Il Sole 24 Ore– ha messo al primo posto Trieste nella classifica italiana delle città dove si vive meglio. Vorremmo aggiungere su queste pagine alcuni speciali parametri a quelli usati dal quotidiano per stilare questa classifica. E allora, non solo consumi e ricchezza, affari e lavoro, società e salute, ambiente e servizi; abbiamo trovato altri fattori che aiutano a capire perché in questa città si vive bene. E soprattutto perché potranno viverci bene, per uno o più giorni, quelli che verranno a visitarla.
Con l’aiuto di alcuni registi da Oscar, che non a caso hanno scelto e continuano a preferire questa città come set ideale per i loro film, la prima parola, il primo fattore aggiunto che abbiamo voluto proporvi è questo: la luce!


IES 15

December 2021

L’emozione di un sipario che si alza davanti ad una platea in attesa non solo è speranza: è la bellezza della cultura. Quella che da sempre è chiamata a salvare l’umanità. Di fronte alle guerre, alle crisi, alle pandemie. E i teatri, con lirica, prosa e musica ed i cinema con l’arte delle immagini, sono cultura e bellezza al tempo stesso.
Ecco perché alla vigilia di una nuova e complicata ripresa, nel mezzo di una ancor faticosa rinascita, IES dedica alla cultura dei teatri il suo numero invernale. Perché solo la cultura che diventa arte ci aiuterà a battere l’ignoranza e vincere la lunga battaglia che ormai da due anni stiamo tutti combattendo.
Lo diciamo raccontando una città che non vuole e non può essere quella del becero negazionismo che nega l’evidenza della scienza e del sapere. Ma che vuole altresì rifugiarsi nella sua tradizione culturale, dove non a caso i teatri hanno da sempre rappresentato un sicuro rifugio di apprendimento e sapere. Una città che ha un’offerta culturale come poche nel rapporto con il numero dei suoi abitanti, per affezione alle più varie forme di spettacolo.


IES 14

October 2021

Qualche settimana fa, nel pieno della torrida settimana di Ferragosto, mentre gustavano la loro ricca colazione in piazza Unità, una coppia di turisti mi chiedeva… “ma qual è il periodo migliore per visitare questa città?” Tra ottobre e Natale, rispondevo senza esitazione alcuna. “We will come back”.
Ci torneremo, ribattevano prontamente…
Poi mi son chiesto, perché tanta sicurezza nella risposta da parte mia? E mi son dato una ragione. Perché Trieste, ma un po’ tutta la nostra regione, è in autunno che tira fuori il suo abito migliore. Quando l’afa di estati sempre più calde lascia spazio a temperature più miti, che ci traghettano verso il primo freddo, quando puoi assaporare un assaggio di bora con un brivido di piacere, finalmente coperto da abiti più pesanti.


IES 13

July 2021

All’aria aperta, per respirarla e riappropriarci di un mondo che ci era stato prima restituito e poi ritolto. Ci riproviamo, volendo credere che quest’estate sarà quella della ripartenza, del ritorno alla vita e alle nostre abitudini; prima ci sembravano banali e scontate e oggi ci appaiono invece come doni preziosi, da gustare, assaporare, godere.
IES si tuffa nell’open air della stagione delle vacanze e lo fa proponendosi all’insegna di quella sostenibilità con la quale dovremo coniugare il nostro futuro. E cosa c’è di più sostenibile di un viaggio fatto a piedi, col passo del viandante, attento e curioso?
Matteo Contessa, vi regala un’alternativa, altrettanto “green”, scendendo da nord a sud con una e-bike, destinata ad essere una delle protagoniste dell’estate in regione.
Le altre firme del giornale vi diranno come godere il mare, le colline, le montagne di un territorio che nasconde sorprese, scorci sconosciuti, emozioni intense. Come il gusto di una cucina estiva, intrigante nella sua saporita semplicità. Magari dopo aver provato una pratica sportiva nuova ed originale. Perdetevi allora tra queste pagine, provando poi a chiudere gli occhi e immaginarvi di trovarvi lì, all’aria aperta, per respirare a pieni polmoni il profumo della ritrovata libertà.


IES 12

April 2021

Cook and Food, cucina e cibo. Elementi, se volete consolatori di questi tempi, prima ancora che ataviche esigenze di vita e innegabili forme di cultura, tra popoli, razze e genti diverse. Oggigiorno, potrebbe sembrare un controsenso individuare nelle tradizioni culinarie di un luogo e nelle sue variegate proposte, il percorso di questo numero di IES ed invece abbiamo scelto il “mangiare” ed il “bere” come significativo messaggio nella lunga strada verso il ritorno alla normalità anche di un gesto semplice, gioioso e rassicurante come un pranzo o una cena, in famiglia o con gli amici, a casa o in un ristorante, una trattoria, un agriturismo… una delle tante osmize sparse sul territorio e che nella stagione primaverile vivono il loro periodo più bello.
Uno IES con l’acquolina in bocca, che idealmente vogliamo dedicare alle migliaia di addetti che del “cook and food” hanno fatto la loro ragione di vita, la loro passione, il loro primo lavoro e che più di altri hanno sofferto e ancora soffrono le conseguenze di quanto vissuto nell’ultimo anno. Torneremo presto a dirci quelle due parole che –a dispetto di un galateo che le sconsiglia– a noi piacciono davvero tanto: buon appetito o se preferite, citando il più famoso dei Francesco… “buon pranzo”!


IES 11

December 2020

È il tempo degli auguri, degli auspici e delle promesse. Quello dei bilanci e dei consuntivi dell’anno che ci lasciamo alle spalle. Ma questi, meglio non farli. È il momento di rifugiarsi nell’affetto che solo la famiglia e le persone che veramente ami sa darti. IES decide allora di tracciare il suo percorso proprio attraverso la famiglia, meglio ancora, le famiglie che hanno fatto, stanno facendo e faranno la storia di questa città. È un viaggio anche questo, un itinerario turistico nella storia recente e passata, capace di riservarvi piacevoli sorprese, ghiotte curiosità, sconosciuti aneddoti.
IES ritorna celebrando la libertà con un volo d’angelo verso il 2021 sopra i palazzi, le vie e le piazze di Trieste, per ricordarci come presto torneremo a muoverci e viaggiare, divertendoci a scoprire il tanto che ancora non conosciamo.


IES 10

September 2020

Il numero autunnale di IES, nella stagione che veste Trieste con i suoi colori più affascinanti, vuole essere un omaggio alla bellezza e quindi un tributo alle donne di questa città. Il traguardo del decimo numero del nostro magazine viene tagliato quasi esclusivamente con i volti, i racconti, i consigli e le testimonianze di una Trieste al femminile. Perché Trieste è una città femmina: bella, a tratti misteriosa, sicuramente intrigante. Forse difficile a concedersi, ma capace di farti innamorare e, se ricambiata, pronta a donarsi con vera passione. Non è un caso, se quella “scontrosa grazia” uscita dalla penna di Umberto Saba, resta ancor oggi il più vero dei ritratti disegnati per questa città. E vale soprattutto per le “sue” donne, descritte negli anni da scrittori e poeti, assurte a simbolo di una modernità a dir poco inusuale nel lontano passato; donne protagoniste di una emancipazione in parte figlia del loro essere, compagne e mogli di marinai spesso lontani da casa.

 


IES 9

June 2020

Dove eravamo rimasti? Ad una città che viveva il suo boom turistico, con finalmente un’adeguata capienza alberghiera, ma soprattutto una rinnovata ospitalità capace di tradursi in accoglienza fatta di qualità, gusto e discrezione. Qualcosa di più insomma rispetto a quella “scontrosa grazia” che era il nostro biglietto da visita firmato Umberto Saba.
Dove ci ritroviamo? Nella stessa città, se possibile ancor più bella dopo mesi di relativa “usura”. Una Trieste che vuol sorridere all’estate, all’interno di una regione solo lambita dalla pandemia, pronta ad invitare ed accogliere, non importa se ancora con un abbraccio solo virtuale.
IES ritorna con più di qualche novità per raccontare da oggi non solo una città, ma con ancor maggiore attenzione anche le vicine mete che la circondano, in quel compendio che fa del Friuli Venezia Giulia un incredibile mix di montagne, colline e riviere straordinariamente affascinanti nelle loro unicità.


IES 8

December 2019

Leggere una città, componendo il puzzle della sua mutevole immagine con i mille frammenti che scrittori, poeti, intellettuali le hanno donato, nel corso degli anni. È la suggestione che abbiamo provato a vivere con questo numero di Ies tentando di dar vita ad alcune delle tante immagini di Trieste che potrebbero prendere forma vedendo la città attraverso le lenti (e le parole) della letteratura.
Ed è una Trieste affascinante, poliedrica, ricca di atmosfere, intima e quasi struggente, quella che emerge. Decine, centinaia di pagine, di frammenti, di brani, dedicati a quella che, a buon titolo e senza alcun dubbio, è una città della letteratura. Da scoprire e vivere sulle orme di chi in essa ha trovato ispirazione e passione.
Quello che si compone nelle pagine di questo numero di Ies è un percorso nella creatività della letteratura. Un vero e proprio ideale percorso in una ideale città di scrittori e poeti. Che, come i turisti che apprezzano Trieste, non vogliono consumarla o visitarla, ma viverla e amarla, per un’ora, un giorno, un mese. O per sempre, nel passo di un libro o nel verso di una poesia.


IES 7

September 2019

Camminare è un processo creativo. E lo è ancor di più in una città che si candida a far parte del network delle “città creative” dell’Unesco per la Letteratura. Perchè camminare a Trieste, fra le viuzze di Cavana, la luce di Barcola, la via Capitolina, il fascino di San Giusto, i viottoli del Carso o all’ombra del Faro, significa “portare a spasso la mente”, fra storia, porto, commerci, assicurazioni, finanza e grandi navi, ma anche natura, cultura e letteratura. Camminare è creativo perchè ci porta in mezzo a suggestioni e racconti che non abbiamo più tempo di vivere e ascoltare. È creativo perchè si cammina “non per affermare il proprio io, ma per dimenticarlo”, come dice Luigi Nacci parlando della viandanza. E camminare è creativo finanche se lo si fa idealmente, in uno dei teatri della città o fra i cibi “senza confini” di tradizioni da sempre vicine e lontane, che s’incontrano e scontrano nell’eterno alternarsi di un passo che è sempre il prima e il dopo di ogni istante.


IES 6

June 2019

Visto dall’alto, il Castello di Miramare è proprio la prua di una nave. Protesa nel mare, senza staccarsi dalla terra. Lì in bilico, fra il costone aspro e roccioso del Carso, e l’azzurro placido e piano dell’acqua.
La Trieste dei triestini, nella calura dell’estate, è questa: in bilico fra la quotidianità della vita di sempre e il richiamo irresistibile del mare. Perchè in estate il triestino, se ha tempo, va al mare. E se non ne ha, trova il modo di recuperarlo, rinviando anche quello che non è rinviabile, come scrive Nicolò Giraldi. Alla fine, c’è o no “un mare” per ogni triestino, dal picio al vecio, dal mulon all’impiegato? Si che c’è. E c’è anche per ogni turista che vuole vivere Trieste e non solo visitarla. Quando poi il caldo è insopportabile o semplicemente si vuole scoprire l’altro volto della città, c’è il Carso, con la sua frescura, i suoi sentieri e le sue brezze. Sempre in bilico. Fra il costone e il mare.


IES 5

March 2019

Trieste (e) il mare Ma quella “e” come la consideriamo? Congiunzione o verbo? Perché, se si tratta di una congiunzione, quello che i turisti sono chiamati a scoprire, ed esplorare, è il “rapporto” della città con il mare. Se invece si tratta di un verbo, da scoprire è la stessa “identità” di una città che si specchia e quasi si identifica con il mare. Rapporto o identità che sia, abbiamo cercato di raccontare Trieste e il suo mare navigando fra storia, storie, architetture, palazzi, luoghi, suggestioni e atmosfere: dai fari ai musei, dai dinosauri ai parchi, dai fasti del porto alla vecchia e nuova Via della Seta, fino a quel calcio che celebra con un Europeo i cento anni di storia rosso alabardata. Alla fine ci siamo convinti che qualunque sia la natura di quella “e”, “congiunzione” o “verbo” che sia, Trieste ha sempre vissuto –e forse sempre vivrà– con il respiro del suo mare.


IES 4

December 2018

Il calore dell’inverno. La città della Bora da scoprire in pieno inverno, con i suoi “piccoli” grandi musei, le atmosfere del Natale, magari con la neve, a un passo dal mare, nel punto più settentrionale del Mediterraneo. E i profumi della tradizione, dai dolci appena sfornati ai fumanti piatti di jota, dalle carni della “caldaia” fino a un semplice panino con il “cotto”. D’inverno, Trieste svela il suo viso meno noto e scontato: minuscoli gioielli, come le librerie antiquarie, riservati a quei turisti che non vogliono “consumare” il loro tempo in città, ma vivere sensazioni, emozioni, attimi e ricordi da portare con sé, frammenti di una Trieste che non ostenta ma affascina. Turisti che fanno della curiosità la molla delle loro ore in città, alla scoperta di quello che non ti aspetti e che Trieste riesce a donarti.


IES 3

September 2018

Una città e i suoi colori. È possibile raccontare le atmosfere, le suggestioni, le  emozioni di una città attraverso i suoi colori? Perchè no, perchè non farlo a Trieste. A cominciare dal colore del caffè: che sia “nero bollente” o “marrone tonaca di monaco”, è fuor di dubbio che il caffè s’intreccia con la città, la sua vita e la sua storia, come spiega l’uomo simbolo del caffè triestino nel mondo, Andrea Illy; o come testimonia una delle manifestazioni più importanti, del settore TriestEspresso Expo. Ci sono poi i mille colori delle vele della Barcolana, la regata più affollata del mondo; o il rosso del sommaco che in autunno infiamma il Carso, dai costoni a strapiombo sull’azzurro del mare fino ai primi gialli, ai verdi, agli arancioni delle vigne del Collio.


IES 2

June 2018

Dall’alba al tramonto. E dal tramonto all’alba. Soprattutto d’estate. A Trieste atmosfere, colori, profumi e suggestioni si alternano nel corso del giorno e della notte, ma mantengono il comune denominatore del fascino da scoprire. Per chi è curioso, per chi non si limita a consumare le ore, il tempo e il luogo dove lo trascorre, ma vuole esserne protagonista. Per vivere un’emozione, ritagliare un ricordo, fermare una sensazione. Il secondo numero di IES è dedicato all’estate e alle piccole grandi emozioni che, nelle 24 ore, si possono vivere scoprendo (o riscoprendo) Trieste, anche di notte, come nel Portfolio. Con un altro grande comune denominatore: il mare. Nelle sue tante declinazioni, a cominciare da un bagno al tramonto, a un passo dall’albergo o sulla riviera di Barcola, in copertina. è il mare che prova a fondersi con la città e la città che, a modo suo, vive il mare.


IES 1

March 2018

La bora vista dal mare, nel golfo di Trieste, con le onde che si infrangono sulle dighe che proteggono le rive della città. Abbiamo scelto il “brand” più forte della Trieste turistica per la cover story del primo numero di Ies, anche perché poche volte questo vento è stato fotografato dal mare. Lo ha fatto –proponendo un punto di vista originale e insolito– l’obiettivo di Carlo Borlenghi, per molti il miglior fotografo italiano dell’habitat marino. I suoi scatti sono i protagonisti del nostro primo Portfolio, un appuntamento fisso che troverete nelle pagine centrali di ogni numero di Ies: saranno il nostro biglietto da visita fotografico, un omaggio alla città che amiamo e della quale vogliamo far innamorare migliaia di visitatori.

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