Piccoli tesori, grandi gusti.

La natura in primavera si risveglia in un’esplosione di colori e profumi. Ci risvegliamo pure noi, intorpiditi dai freddi invernali e finalmente riscaldati dal sole del mattino e da pomeriggi soleggiati fin verso sera, riscoprendo il piacere delle gite all’aria aperta, magari portandoci appresso un cesto di delizie stagionali per un picnic nei campi in fiore. Esiste un simbolo migliore dell’uovo per rappresentare questa rinascita? Fonte di vita, simbolo ancestrale di fertilità e rinnovamento. L’uovo è un piccolo miracolo quotidiano.
Le uova ci accompagnano in cucina fin da tempi antichissimi, tempi in cui il termine “cucina” nemmeno esisteva ancora. Già i Romani le consideravano preziose e nel 1900 il celebre chef Escoffier ne codificò oltre 300 ricette. Versatile e nutriente, lega, chiarifica, dà struttura ed energia, racchiudendo proteine, vitamine, antiossidanti e minerali in un guscio che, in quanto a simbolismi, ha pochi rivali.
In Carso questo ingrediente occupa un ruolo centrale nelle tradizioni gastronomiche. Basta dire ovi duri, ovvero le uova sode, che nelle osmize non mancano mai (salvo quando arrivate oggettivamente tardi e tutti se le son già spazzolate). Sono emblema di una cucina schietta e contadina, legata alla terra. Erano parte integrante del lavoro nei campi: la merenda perfetta da consumare assieme a vino terrano, salsiccia secca o frize (ciccioli). Erano e sono protagoniste di piatti semplici come la frittata con le erbe o con i fiori di finocchio. Alle partorienti si dava un uovo subito dopo il parto.
Le tradizioni pasquali celebrano l’uovo in modi speciali. Anticamente, i gusci venivano sotterrati per fertilizzare la terra, addirittura appesi sui tetti contro le vipere e gli spiriti maligni. Ancora oggi c’è chi resiste alle tentazioni industriali e le colora con ingredienti naturali usando per esempio bucce di cipolla. In passato pare si usassero anche i fondi di caffè o il cremor tartaro dalla produzione del vino. In alcuni paesi balcanici, come ad esempio nella tradizione ortodossa serba, è ancora molto comune realizzare piccoli capolavori decorati a stencil con erbe e fiori freschi. Una tradizione che pare fosse molto comune anche sul Carso. Quale modo migliore per accogliere la primavera quindi?
Proviamo allora a disegnare, chiudendo gli occhi, una giornata perfetta. Immaginate di salire sul nostro storico tram di Opicina, finalmente di nuovo in funzione. Seduti in questo pezzo di storia, avete sottobraccio un cesto riempito con uova sode decorate, il necessario per fare delle bruschette primaverili a base di crema di piselli, pecorino e asparagi, e una pinza da gustare alla triestina con prosciutto cotto e cren (rafano).
Non può mancare il vino, e vi proponiamo una grande chicca, anzi piccola: se ne producono poco più di 1000 bottiglie. È il Bisnizzi di Zest, prodotto da Andrea e Sophie, due giovanissimi viticoltori che producono da vigneti piantati su pastini (terrazzamenti) lungo la costiera triestina. Infine, per il dolce avete scelto i baci di dama, simbolo della pasticceria italiana, fragranti, irresistibili e perfetti per un picnic dove le posate a volte tornano scomode.
In un’epoca frenetica, fermarsi a celebrare gesti semplici ha un valore profondo. Decorare un uovo con erbe fresche, averlo fatto con le nostre mani e gustarlo all’aria aperta, condividendo un pasto con chi si ama, è un piccolo rituale che parla di rinascita e appartenenza a una terra ricca di storia e sapori autentici. Istruzioni a procedere, quindi, e ci vediamo su un prato dell’altopiano.

Uova sode decorate

12 uova
Erbe, foglie e fiori misti
Spago alimentare
Garza alimentare
Bucce di 1 kg di cipolle rosse
2 cucchiai di aceto di vino
1 cucchiaio di sale grosso

Bollire le bucce di cipolla in 1 litro d’acqua con aceto e sale per 15 minuti. Inumidire le uova, applicare foglie e fiori, avvolgerle in garza e legare. Immergerle nell’acqua colorata, bollire 10 minuti e lasciarle in infusione almeno un’ora. Rimuovere la garza: le erbe avranno creato splendidi motivi!

Bruschetta di piselli e asparagi

Pane rustico
500 g di piselli freschi
200 g di asparagi
1 spicchio d’aglio
Scorza e succo di ½ limone
Sale, pepe
2 cucchiai di yogurt bianco intero
Qualche foglia di menta
2 cucchiai di olio extravergine varietà bianchera
Pecorino carsolino stagionato

Cuocere i piselli al vapore per 10 minuti, poi frullarli con aglio, succo e scorza di limone, olio, yogurt, menta, sale e pepe. Grigliare gli asparagi e tagliarli a metà. Tagliare il pane, spalmare la crema di piselli, aggiungere gli asparagi e completare con scaglie di pecorino e olio.

Baci di dama

200 g di mandorle
200 g di zucchero
200 g di farina
30 g di cacao amaro
200 g di burro
200 g di cioccolato fondente

Lasciare ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Tostare le mandorle e frullarle con 50g di zucchero. Su un piano, setacciare farina e cacao, aggiungere le mandorle frullate, lo zucchero restante e il burro, impastando velocemente. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare in frigo. Creare palline grandi come ciliegie, disporle su teglia e carta da forno e cuocere a 160°C per 15 minuti. Fondere il cioccolato a bagnomaria e usarlo per unire i biscotti a coppie. Lasciar raffreddare.

Dove trovare gli ingredienti speciali

Pane Rustico:
da Pagna (via Giusto Muratti, 4d), Spaccio Pani (via del Lazzaretto Vecchio, 10), Eataly (riva Tommaso Gulli, 1).

Olio extravergine varietà bianchera:
Presidio Slow Food: fatevi una gita direttamente dai produttori:
Rado Kocjančič (Località Dolina, 528, 34018 San Dorligo della Valle), Peter Radovič (Aurisina 138/a, 34011 Aurisina TS), Farma Jakne (San Giovanni del Timavo, 23, 34011 Duino TS), Zahar (Sant’Antonio in Bosco, 58, 34018 San Dorligo della Valle TS).
In alternativa lo trovi da: Set (via di Cavana, 13a), Mimì e Cocotte (via Luigi Cadorna, 19), Sfreddo (via Cesare Battisti, 1 ) e Eataly (riva Tommaso Gulli, 1).

Pecorino del Carso
Presidio Slow Food: Antonič – Asino Berto, Set (via di Cavana, 13a), Oasi Naturale (via Giovanni Boccaccio, 6) e La Piccola Bottega Dolomitica (via del Coroneo, 32/a).

Pinza
Provate quelle artigianali di:
Liberty (via Carpison, 7) o Spaccio Pani (via del Lazzaretto Vecchio, 10).

Vino
Bisnizzi 2023 di Zest
Ne circolano pochissime bottiglie, al momento le trovate da / Limited bottles available at: Karaktér (riva Nazario Sauro, 22a) e da Pagna (via Giusto Muratti, 4d).

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