
Tra contaminazioni culturali e materie prime scelte con attenzione, a Trieste sta nascendo una scena gastronomica viva, con le mani in pasta e la testa tra le spezie del mondo. Attraverso sette realtà, vogliamo raccontarvi un’imprenditoria gastronomica di valore, capace di portare sapori autentici e identità forti, dove la sostanza vince sulla moda e il territorio dialoga con il mondo.
Iniziamo con Pagna, panificio artigianale che valorizza l’anima lenta del pane e la filiera etica. Non un banale forno, ma un progetto maturo che fonde pane a lunga fermentazione con una selezione di vini naturali e specialty coffee. Un salotto urbano con laboratorio a vista, dove ogni elemento –dal croissant fragrante alla marmellata km0– è pensato per trasformare la sosta in un rituale di gusto (via Muratti 4/d e via delle Beccherie 3). In un forno storico del Borgo Giuseppino, quattro giovani soci hanno dato vita a un panificio contemporaneo che unisce etica e gusto. Spaccio Pani in via Lazzaretto Vecchio 10 utilizza farine del Molino Tuzzi, lievito madre e lunghe fermentazioni. Al mattino vi aspettano viennoiserie e caffè filtro, mentre la sera il laboratorio si accende con Spaccio by Night: eventi, vini naturali, birre artigianali, pizze e tartine in un’atmosfera giovane e conviviale. Dalla tradizione del pane passiamo a un format più audace: Odio il Brodo, un chicken bistrò fusion che unisce al pollo di cortile ispirazioni internazionali e creatività eclettica. Lo chef Andrea punta su un menù accessibile ma sorprendente grazie alle sperimentazioni sui tempi di cottura e ad accostamenti inaspettati.
Non mode effimere, ma sostanza: Trieste parla al mondo con radici ben piantate nel territorio.
Dal pane alle cucine cosmopolite: una nuova generazione di ristoratori sta riscrivendo le regole del gusto.
Atmosfera accogliente e forte identità urbana (via S. Lazzaro 9). Hops Beerstrò (via Cavana 15/a) detta nuove regole del gusto grazie ad un menù cosmopolita che intreccia suggestioni asiatiche e sudamericane. Qui il food pairing è un’arte: 12 spine a rotazione e una selezione di oltre 100 lattine permettono di esaltare ogni piatto con la birra più adatta. Atmosfera chic e rilassata, staff attento e preparato: Hops Beerstrò è la destinazione ideale per chi vuole trasformare un aperitivo o una cena in un’esperienza fuori dagli schemi. Opzioni anche per vegetariani, vegani e celiaci. Mimì e Cocotte, il bistrot di via Cadorna 19, celebra il buon cibo con un’autentica filosofia farm-to-table. Pasta fresca tirata a mattarello secondo la tradizione emiliana, pane firmato Spaccio Pani, una carta di oli locali curata e oltre 300 etichette di vino naturale da scoprire. Qui stagionalità ed etica dell’ingrediente sono di casa, insieme a corsi di cucina ed eventi solidali. Colazioni, pranzi, cene e perfino corsi di sfoglia emiliana: cosa chiedere di più? Genuino (via delle Beccherie 13) è un concept innovativo di fast food buono, sano e sostenibile. Nato a Trieste nel 2012, ha anticipato le tendenze puntando su ingredienti freschi, stagionali e di filiera corta, con un menù ricco di opzioni vegetariane e vegane. Il packaging sostenibile completa un format che unisce rapidità e qualità, senza compromessi. Presente anche a Roma e Milano, è l’indirizzo giusto per chi vuole mangiare sano senza rinunciare al gusto. Infine, Vogia, in via Roma 4, è il nuovo tempio dello street food greco firmato da Sara e Manuele Vogiatzakis, triestini con radici cretesi. Qui pita, gyros e moussaka raccontano l’autenticità della cucina greca in chiave giovane e contemporanea. Non mancano proposte vegetariane e vegane. Da ottobre, il progetto cresce e si amplia in via Roma 4/b.








