
Quante volte guardando il grande o il piccolo schermo si viene rapiti da un paesaggio, da un’ambientazione tanto da volerli vedere dal vivo? Quante volte la scelta di un set ha fatto la fortuna di un film o viceversa i flussi turistici in una determinata località sono cresciuti a seguito della sua apparizione in un film, una serie o addirittura nei brevissimi trenta secondi di una pubblicità?
Se da un lato la Fontana di Trevi non aveva certo bisogno di Anita Ekberg ne La Dolce Vita per diventare famosa (quante però sognano un bagno “alla Ekberg” in quella meraviglia scultorea e architettonica del centro di Roma?), dall’altro la fortuna della porta blu dietro la quale si trincerano Julia Roberts e Hugh Grant comincia dopo il successo del film Notting Hill; tanto che ora nessuno penserebbe più di cambiare il colore del 280 di Westbourne Park a Londra.
La promozione del territorio attraverso la sua presenza in film o fiction è ormai una delle modalità classiche di veicolazione e marketing indiretto di una meta, tanto quanto lo sono la costruzione di percorsi cineturistici che conducono alla scoperta di luoghi utilizzati come set.
A Trieste e più in generale in Friuli Venezia Giulia il lavoro della FVG Film Commission –la quale finanzia le produzioni audiovisive che scelgono di girare in regione– ha portato molti registi a individuare città, borghi e ambienti naturali del nostro territorio come cornice delle loro opere. Alle volte Trieste è esplicitata come location, altre volte presta i propri scorci per essere un luogo ideale e fantomatico, esattamente come un attore presta il proprio volto identificandosi in un personaggio.
Così fiction divenute celebri come La Porta rossa e Un caso di coscienza hanno reso riconoscibili alcuni luoghi di Trieste: la gru Ursus montata sul suo pontone e varata nel 1914 è diventata uno dei simboli della serie con il commissario Leonardo Cagliostro alias Lino Guanciale (oggi la gru è in rimessaggio al Porto nuovo e la si può vedere passando in auto sulla superstrada in direzione Muggia); mentre il palazzo della Prefettura che affaccia su Piazza Unità è stato il tribunale nella fiction con Sebastiano Somma nei panni dell’avvocato Rocco Tasca.
Grazie a Friuli Venezia Giulia Film Locations è possibile organizzare itinerari interessanti non solo per chi ama le produzioni audiovisive.
Se tuttavia individuare tutti i set della propria serie del cuore è una ricerca da fan accaniti, può essere molto più curioso farsi guidare da Friuli Venezia Giulia Film Locations, un portale curato dallo Studio Sandrinelli attraverso il quale è possibile accedere a un’ampia selezione di film, fiction e videoclip musicali girati in regione, scoprendo così oltre cinquecento luoghi che hanno ospitato le troupe. Grazie a Friuli Venezia Giulia Film Locations è possibile organizzare itinerari interessanti non solo per chi ama le produzioni audiovisive. Cos’hanno in comune La Porta Rossa e i video Sere Nere di Tiziano Ferro, Dea Musica di Piero Pelù e Tuta Gold di Mahmood? Tutti sono girati integralmente o in parte nel comprensorio delle case popolari di Melara, che pur con la sua forte identità si rende riconoscibile, ma al tempo stesso “confondibile” in un mondo vagamente distopico e alienante.
La app fornisce una serie di itinerari speciali già pronti e inoltre permette di sfruttare al massimo le proposte artigianali nella sezione Vivi Fvg con indicazioni utili per soste pranzo e cena, acquisti tipici o luoghi dove pernottare.
Per creare professionisti esperti in cineturismo Trieste Film Hub, l’ente di formazione di Casa del Cinema, ha promosso addirittura un corso che mettesse a valore questo particolarissimo aspetto del turismo esperienziale.
Vivere il mondo dell’audiovisivo tuttavia non significa soltanto inseguire le location, bensì frequentare anche i numerosi festival che si susseguono durante l’intero anno, non solo a Trieste.
Nell’anno di GO!2025 (che si concluderà a febbraio 2026) con Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura, Zero Stress Production insieme all’Associazione Culturale Anno uno – I Mille Occhi rende omaggio a Franco Basaglia, direttore dell’Ospedale psichiatrico di Gorizia dal 1961 al 1969, con KINO BASAGLIA, una rassegna cinematografica itinerante, che attraverso materiali d’archivio, documentari e lungometraggi dedicati all’epoca basagliana, intende mantenere vivo il pensiero di Basaglia.

Vivere il mondo dell’audiovisivo significa anche frequentare i numerosi festival che si susseguono durante l’intero anno, non solo a Trieste.
Sempre a Gorizia a luglio si svolge il Premio Sergio Amidei, un’ultra quarantennale rassegna dedicata alla sceneggiatura e al cinema d’autore, mentre all’inizio dell’autunno sboccia Omaggio a una visione, festival cinematografico transfrontaliero Cross-border Film Festival organizzato da Kinoatelje, che da oltre ventisei anni propone un’esplorazione della società attraverso un linguaggio innovativo e sperimentale.
E se Pordenone ogni ottobre diventa il meeting point per coloro che amano le pellicole storiche con le sue affascinanti Giornate del Cinema Muto, Udine ha invece fatto crescere quella che poteva apparire una nicchia e si è rivelata la grande avventura del Far East Film Festival, un osservatorio privilegiato sulle produzioni asiatiche.
Non da ultimo va ricordato il Piccolo Festival dell’Animazione, che si tiene in maniera diffusa in regione, ma ha il suo cuore a San Vito al Tagliamento.
Per chi viene a visitare il nostro territorio in periodi extra festival niente paura perché gli eventi connessi al mondo del cinema non mancano mai.
La Cineteca del Friuli di Gemona, immenso tesoro fatto di pellicole, film su supporti diversi, una fototeca e una delle maggiori biblioteche specializzate a livello italiano, propone al Castello di Gemona fino al 29 marzo 2026 la mostra L’età dell’amore curata dal critico e storico del cinema Sergio M. Grmek Germani. L’esposizione rende omaggio alla figura complessa e raffinata di Gianni Da Campo (1943-2014), regista, scrittore e collezionista veneziano, che in una vita intera seppe raccogliere e custodire manifesti, fumetti, riviste e manoscritti che conducono tra le suggestioni di un dopoguerra di meraviglie indagato attraverso la lente delle influenze del fumetto e del cinema.