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IES 14

October 2021

Qualche settimana fa, nel pieno della torrida settimana di Ferragosto, mentre gustavano la loro ricca colazione in piazza Unità, una coppia di turisti mi chiedeva… “ma qual è il periodo migliore per visitare questa città?” Tra ottobre e Natale, rispondevo senza esitazione alcuna. “We will come back”.
Ci torneremo, ribattevano prontamente…
Poi mi son chiesto, perché tanta sicurezza nella risposta da parte mia? E mi son dato una ragione. Perché Trieste, ma un po’ tutta la nostra regione, è in autunno che tira fuori il suo abito migliore. Quando l’afa di estati sempre più calde lascia spazio a temperature più miti, che ci traghettano verso il primo freddo, quando puoi assaporare un assaggio di bora con un brivido di piacere, finalmente coperto da abiti più pesanti.


IES 13

July 2021

All’aria aperta, per respirarla e riappropriarci di un mondo che ci era stato prima restituito e poi ritolto. Ci riproviamo, volendo credere che quest’estate sarà quella della ripartenza, del ritorno alla vita e alle nostre abitudini; prima ci sembravano banali e scontate e oggi ci appaiono invece come doni preziosi, da gustare, assaporare, godere.
IES si tuffa nell’open air della stagione delle vacanze e lo fa proponendosi all’insegna di quella sostenibilità con la quale dovremo coniugare il nostro futuro. E cosa c’è di più sostenibile di un viaggio fatto a piedi, col passo del viandante, attento e curioso?
Matteo Contessa, vi regala un’alternativa, altrettanto “green”, scendendo da nord a sud con una e-bike, destinata ad essere una delle protagoniste dell’estate in regione.
Le altre firme del giornale vi diranno come godere il mare, le colline, le montagne di un territorio che nasconde sorprese, scorci sconosciuti, emozioni intense. Come il gusto di una cucina estiva, intrigante nella sua saporita semplicità. Magari dopo aver provato una pratica sportiva nuova ed originale. Perdetevi allora tra queste pagine, provando poi a chiudere gli occhi e immaginarvi di trovarvi lì, all’aria aperta, per respirare a pieni polmoni il profumo della ritrovata libertà.


IES 12

April 2021

Cook and Food, cucina e cibo. Elementi, se volete consolatori di questi tempi, prima ancora che ataviche esigenze di vita e innegabili forme di cultura, tra popoli, razze e genti diverse. Oggigiorno, potrebbe sembrare un controsenso individuare nelle tradizioni culinarie di un luogo e nelle sue variegate proposte, il percorso di questo numero di IES ed invece abbiamo scelto il “mangiare” ed il “bere” come significativo messaggio nella lunga strada verso il ritorno alla normalità anche di un gesto semplice, gioioso e rassicurante come un pranzo o una cena, in famiglia o con gli amici, a casa o in un ristorante, una trattoria, un agriturismo… una delle tante osmize sparse sul territorio e che nella stagione primaverile vivono il loro periodo più bello.
Uno IES con l’acquolina in bocca, che idealmente vogliamo dedicare alle migliaia di addetti che del “cook and food” hanno fatto la loro ragione di vita, la loro passione, il loro primo lavoro e che più di altri hanno sofferto e ancora soffrono le conseguenze di quanto vissuto nell’ultimo anno. Torneremo presto a dirci quelle due parole che –a dispetto di un galateo che le sconsiglia– a noi piacciono davvero tanto: buon appetito o se preferite, citando il più famoso dei Francesco… “buon pranzo”!


IES 11

December 2020

È il tempo degli auguri, degli auspici e delle promesse. Quello dei bilanci e dei consuntivi dell’anno che ci lasciamo alle spalle. Ma questi, meglio non farli. È il momento di rifugiarsi nell’affetto che solo la famiglia e le persone che veramente ami sa darti. IES decide allora di tracciare il suo percorso proprio attraverso la famiglia, meglio ancora, le famiglie che hanno fatto, stanno facendo e faranno la storia di questa città. È un viaggio anche questo, un itinerario turistico nella storia recente e passata, capace di riservarvi piacevoli sorprese, ghiotte curiosità, sconosciuti aneddoti.
IES ritorna celebrando la libertà con un volo d’angelo verso il 2021 sopra i palazzi, le vie e le piazze di Trieste, per ricordarci come presto torneremo a muoverci e viaggiare, divertendoci a scoprire il tanto che ancora non conosciamo.


IES 10

September 2020

Il numero autunnale di IES, nella stagione che veste Trieste con i suoi colori più affascinanti, vuole essere un omaggio alla bellezza e quindi un tributo alle donne di questa città. Il traguardo del decimo numero del nostro magazine viene tagliato quasi esclusivamente con i volti, i racconti, i consigli e le testimonianze di una Trieste al femminile. Perché Trieste è una città femmina: bella, a tratti misteriosa, sicuramente intrigante. Forse difficile a concedersi, ma capace di farti innamorare e, se ricambiata, pronta a donarsi con vera passione. Non è un caso, se quella “scontrosa grazia” uscita dalla penna di Umberto Saba, resta ancor oggi il più vero dei ritratti disegnati per questa città. E vale soprattutto per le “sue” donne, descritte negli anni da scrittori e poeti, assurte a simbolo di una modernità a dir poco inusuale nel lontano passato; donne protagoniste di una emancipazione in parte figlia del loro essere, compagne e mogli di marinai spesso lontani da casa.

 


IES 9

June 2020

Dove eravamo rimasti? Ad una città che viveva il suo boom turistico, con finalmente un’adeguata capienza alberghiera, ma soprattutto una rinnovata ospitalità capace di tradursi in accoglienza fatta di qualità, gusto e discrezione. Qualcosa di più insomma rispetto a quella “scontrosa grazia” che era il nostro biglietto da visita firmato Umberto Saba.
Dove ci ritroviamo? Nella stessa città, se possibile ancor più bella dopo mesi di relativa “usura”. Una Trieste che vuol sorridere all’estate, all’interno di una regione solo lambita dalla pandemia, pronta ad invitare ed accogliere, non importa se ancora con un abbraccio solo virtuale.
IES ritorna con più di qualche novità per raccontare da oggi non solo una città, ma con ancor maggiore attenzione anche le vicine mete che la circondano, in quel compendio che fa del Friuli Venezia Giulia un incredibile mix di montagne, colline e riviere straordinariamente affascinanti nelle loro unicità.


IES 8

December 2019

Leggere una città, componendo il puzzle della sua mutevole immagine con i mille frammenti che scrittori, poeti, intellettuali le hanno donato, nel corso degli anni. È la suggestione che abbiamo provato a vivere con questo numero di Ies tentando di dar vita ad alcune delle tante immagini di Trieste che potrebbero prendere forma vedendo la città attraverso le lenti (e le parole) della letteratura.
Ed è una Trieste affascinante, poliedrica, ricca di atmosfere, intima e quasi struggente, quella che emerge. Decine, centinaia di pagine, di frammenti, di brani, dedicati a quella che, a buon titolo e senza alcun dubbio, è una città della letteratura. Da scoprire e vivere sulle orme di chi in essa ha trovato ispirazione e passione.
Quello che si compone nelle pagine di questo numero di Ies è un percorso nella creatività della letteratura. Un vero e proprio ideale percorso in una ideale città di scrittori e poeti. Che, come i turisti che apprezzano Trieste, non vogliono consumarla o visitarla, ma viverla e amarla, per un’ora, un giorno, un mese. O per sempre, nel passo di un libro o nel verso di una poesia.


IES 7

September 2019

Camminare è un processo creativo. E lo è ancor di più in una città che si candida a far parte del network delle “città creative” dell’Unesco per la Letteratura. Perchè camminare a Trieste, fra le viuzze di Cavana, la luce di Barcola, la via Capitolina, il fascino di San Giusto, i viottoli del Carso o all’ombra del Faro, significa “portare a spasso la mente”, fra storia, porto, commerci, assicurazioni, finanza e grandi navi, ma anche natura, cultura e letteratura. Camminare è creativo perchè ci porta in mezzo a suggestioni e racconti che non abbiamo più tempo di vivere e ascoltare. È creativo perchè si cammina “non per affermare il proprio io, ma per dimenticarlo”, come dice Luigi Nacci parlando della viandanza. E camminare è creativo finanche se lo si fa idealmente, in uno dei teatri della città o fra i cibi “senza confini” di tradizioni da sempre vicine e lontane, che s’incontrano e scontrano nell’eterno alternarsi di un passo che è sempre il prima e il dopo di ogni istante.


IES 6

June 2019

Visto dall’alto, il Castello di Miramare è proprio la prua di una nave. Protesa nel mare, senza staccarsi dalla terra. Lì in bilico, fra il costone aspro e roccioso del Carso, e l’azzurro placido e piano dell’acqua.
La Trieste dei triestini, nella calura dell’estate, è questa: in bilico fra la quotidianità della vita di sempre e il richiamo irresistibile del mare. Perchè in estate il triestino, se ha tempo, va al mare. E se non ne ha, trova il modo di recuperarlo, rinviando anche quello che non è rinviabile, come scrive Nicolò Giraldi. Alla fine, c’è o no “un mare” per ogni triestino, dal picio al vecio, dal mulon all’impiegato? Si che c’è. E c’è anche per ogni turista che vuole vivere Trieste e non solo visitarla. Quando poi il caldo è insopportabile o semplicemente si vuole scoprire l’altro volto della città, c’è il Carso, con la sua frescura, i suoi sentieri e le sue brezze. Sempre in bilico. Fra il costone e il mare.


IES 5

March 2019

Trieste (e) il mare Ma quella “e” come la consideriamo? Congiunzione o verbo? Perché, se si tratta di una congiunzione, quello che i turisti sono chiamati a scoprire, ed esplorare, è il “rapporto” della città con il mare. Se invece si tratta di un verbo, da scoprire è la stessa “identità” di una città che si specchia e quasi si identifica con il mare. Rapporto o identità che sia, abbiamo cercato di raccontare Trieste e il suo mare navigando fra storia, storie, architetture, palazzi, luoghi, suggestioni e atmosfere: dai fari ai musei, dai dinosauri ai parchi, dai fasti del porto alla vecchia e nuova Via della Seta, fino a quel calcio che celebra con un Europeo i cento anni di storia rosso alabardata. Alla fine ci siamo convinti che qualunque sia la natura di quella “e”, “congiunzione” o “verbo” che sia, Trieste ha sempre vissuto –e forse sempre vivrà– con il respiro del suo mare.


IES 4

December 2018

Il calore dell’inverno. La città della Bora da scoprire in pieno inverno, con i suoi “piccoli” grandi musei, le atmosfere del Natale, magari con la neve, a un passo dal mare, nel punto più settentrionale del Mediterraneo. E i profumi della tradizione, dai dolci appena sfornati ai fumanti piatti di jota, dalle carni della “caldaia” fino a un semplice panino con il “cotto”. D’inverno, Trieste svela il suo viso meno noto e scontato: minuscoli gioielli, come le librerie antiquarie, riservati a quei turisti che non vogliono “consumare” il loro tempo in città, ma vivere sensazioni, emozioni, attimi e ricordi da portare con sé, frammenti di una Trieste che non ostenta ma affascina. Turisti che fanno della curiosità la molla delle loro ore in città, alla scoperta di quello che non ti aspetti e che Trieste riesce a donarti.


IES 3

September 2018

Una città e i suoi colori. È possibile raccontare le atmosfere, le suggestioni, le  emozioni di una città attraverso i suoi colori? Perchè no, perchè non farlo a Trieste. A cominciare dal colore del caffè: che sia “nero bollente” o “marrone tonaca di monaco”, è fuor di dubbio che il caffè s’intreccia con la città, la sua vita e la sua storia, come spiega l’uomo simbolo del caffè triestino nel mondo, Andrea Illy; o come testimonia una delle manifestazioni più importanti, del settore TriestEspresso Expo. Ci sono poi i mille colori delle vele della Barcolana, la regata più affollata del mondo; o il rosso del sommaco che in autunno infiamma il Carso, dai costoni a strapiombo sull’azzurro del mare fino ai primi gialli, ai verdi, agli arancioni delle vigne del Collio.


IES 2

June 2018

Dall’alba al tramonto. E dal tramonto all’alba. Soprattutto d’estate. A Trieste atmosfere, colori, profumi e suggestioni si alternano nel corso del giorno e della notte, ma mantengono il comune denominatore del fascino da scoprire. Per chi è curioso, per chi non si limita a consumare le ore, il tempo e il luogo dove lo trascorre, ma vuole esserne protagonista. Per vivere un’emozione, ritagliare un ricordo, fermare una sensazione. Il secondo numero di IES è dedicato all’estate e alle piccole grandi emozioni che, nelle 24 ore, si possono vivere scoprendo (o riscoprendo) Trieste, anche di notte, come nel Portfolio. Con un altro grande comune denominatore: il mare. Nelle sue tante declinazioni, a cominciare da un bagno al tramonto, a un passo dall’albergo o sulla riviera di Barcola, in copertina. è il mare che prova a fondersi con la città e la città che, a modo suo, vive il mare.


IES 1

March 2018

La bora vista dal mare, nel golfo di Trieste, con le onde che si infrangono sulle dighe che proteggono le rive della città. Abbiamo scelto il “brand” più forte della Trieste turistica per la cover story del primo numero di Ies, anche perché poche volte questo vento è stato fotografato dal mare. Lo ha fatto –proponendo un punto di vista originale e insolito– l’obiettivo di Carlo Borlenghi, per molti il miglior fotografo italiano dell’habitat marino. I suoi scatti sono i protagonisti del nostro primo Portfolio, un appuntamento fisso che troverete nelle pagine centrali di ogni numero di Ies: saranno il nostro biglietto da visita fotografico, un omaggio alla città che amiamo e della quale vogliamo far innamorare migliaia di visitatori.